Xavi, frasi al veleno contro Mourinho: Nessuno ricorderà la sua Inter

Fa strano che un personaggio sportivo come Xavi che nella sua carriera ha vinto ben venticinque trofei essendo un vero e proprio faro nel Barcellona e nella nazionale, non possa digerire una delle poche sconfitte ottenute in tempi moderni.

Il regista spagnolo, in una recente intervista ha criticato l’Inter del Triplete e Josè Mourinho, affermando: “Mourinho si vanta spesso dei suoi risultati, si autodefinisce Special One e si vanta per aver vinto in tanti paesi, ma a me non piace il modo in cui fa giocare le sue squadre. L’Inter Campione d’Europa, ad esempio, chi la ricorda più? E’ una squadra che non ha lasciato alcuna eredità”. Parole taglienti che denotano ancora un senso di amarezza e fastidio verso la squadra che è uscita dal Camp Nou festeggiando il passaggio alla finale.

Le parole di Xavi non hanno fondamento. Vero, l’Inter successivamente ha deluso nelle coppe europee ma bisogna ammettere che la cavalcata dei ragazzi di Mourinho nella stagione 2009/2010 è stata esaltante e straordinaria. Il tecnico portoghese ha fatto uso del vecchio calcio “all’italiana” che porta ancora i suoi frutti in campo internazionale: catenaccio e contropiede si possono utilizzare se hai in squadra gente come Lucio, Samuel, Sneijder, Eto’o e Milito. Forse Xavi voleva parlare di fortuna o sviste arbitrali ma si dovrebbe ricordare la sceneggiata del suo compagno Busquets o come il suo Barcellona era riuscito ad accedere alla finale di Roma l’anno prima: rigore negato al Chelsea e gol incredibile all’ultimo respiro di Andres Iniesta.

Xavi dovrebbe farsene una ragione perché la storia non può cancellare le immagini di una nuova “Grande Inter” che festeggia al “Camp Nou” e che poche settimane dopo, grazie alla fantastica doppietta di Milito, alzerà al cielo di Madrid la Champions League, attesa da oltre quarant’anni.

Mou

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